Un parco di Green Buildings nasce a Vimercate. Alberi, giardini, aree verdi affiancano edifici progettati e costruiti in modo sostenibile ed efficiente per dare vita a un polo tecnologico all’insegna del risparmio energetico. È l’Energy Park, nato nella Silicon Valley brianzola, nello storico comprensorio dell’ex Telettra, oggi già sede del quartier generale italiano di Alcatel Lucent.
Il primo edificio, il Building 03, è stato inaugurato l’11 dicembre e per il 60% è occupato da Sap Italia, multinazionale tedesca per la produzione di software, più volte premiata per l’immagine di azienda sostenibile: da ultimo nel mese di settembre ha vinto la decima edizione del Dow Jones Sustainability Index (indici che registrano le performance finanziarie delle aziende che applicano criteri di sostenibiltà nel mondo). Il primo immobile è stato anche realizzato a tempi record, 11 mesi, complice la collaborazione del Comune di Vimercate: «Quando ci è stata proposta quest’ idea, l’abbiamo accolta con favore. Abbiamo collaborato con convinzione al percorso burocratico, agevolandolo» ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Laura Curti in occasione dell’inaugurazione.
Madre dell’Energy Park è Segro, player internazionale di real estate con sede a Londra, che nonostante la crisi dell’hi tech (Alcatel ha annunciato 250 tagli, di cui 150 a Vimercate) ha deciso di investire sul nostro territorio e di rilanciare quella che negli anni Sessanta è stata la culla delle principali multinazionali di alta tecnologia puntando sull’ecosostenibilità. Il nuovo immobile è infatti già stato registrato presso l’U.S. Green Building Council (il Consiglio per le costruzioni ecologiche degli Stati Uniti – quello italiano è nato solo nel 2008) e si candida per ricevere il prossimo agosto il Leed (Leadership in Energy and Enviromental Design, una certificazione che premia gli edifici ecocompatibili, costruiti secondo precisi requisiti – gbcitalia.org).
Il progetto è ambizioso: un’area di 160mila metri quadrati (sui quali è possibile un’ulteriore edificazione per altri 60mila), occupata da cinque edifici da 11.500 metri quadrati ciascuno, un investimento di 150 milioni di euro e un piano occupazionale di 5mila presenze.
Ne abbiamo parlato con l’ingegnere Marco Simonetti, direttore generale di Segro per il Sud Europa.
Nel 2007 Segro ha scelto di entrare nel mercato italiano acquistando quest’area: per quale motivo?
La Lombardia è la seconda regione più ricca d’Europa, Monza e Brianza è una provincia attiva con una forza lavoro competitiva. Il quartier generale italiano di Alcatel, che oggi ricopre più di 50mila metri quadrati, impiega 1.800 persone e ospita laboratori ma anche un importante settore di ricerca e sviluppo, rappresenta per Segro possibilità di edificazione e di sviluppo. Le Torri Bianchi, il centro commerciale, è un forte polo attrattivo. L’area inoltre si trova in posizione strategica anche rispetto alle vie di comunicazione: è vicina agli aeroporti di Linate e Malpensa, è collegata a Milano dalla tangenziale e, grazie al prolungamento della linea metropolitana verde, nel 2012 Vimercate sarà capolinea. Inoltre, c’è molto mercato: infatti tantissime aziende oggi desiderano lasciare il centro delle città per ridurre i costi e guadagnare in comfort.
Il primo edificio è stato completato, Sap ne occupa già una parte e nel resto degli uffici chi si insidierà?
Le trattative sono in corso, entro due mesi potremmo dire chi occuperà l’area restante. Si tratta comunque di filiali italiane di aziende internazionali tedesche, australiane ed europee. Sono aziende dell’hi tech, impegnate nei settori informatico, farmaceutico, biomedico e delle telecomunicazioni che operano nella ricerca, nello sviluppo, nella produzione. E comunque aziende che vogliono offrire ai propri collaboratori l’opportunità di lavorare all’interno di spazi moderni ed efficienti.
Che cosa intende quando parla di efficienza?
Il progetto risponde ai criteri energetici e di sostenibilità ambientale. L’edificio, e anche gli altri che verranno costruiti, garantisce un risparmio di energia del 40% e, quindi, un immediato ritorno in termini economici. Dal punto di vista architettonico presenta facciate a parete ventilata composte da pannelli prefabbricati, isolamento a cappotto e finitura in pannelli d’acciaio; utilizzo di materiali naturali e riciclati; impianti di raffredamento e di riscaldamento di ultima generazione. La struttura si caratterizza anche per un uso ottimale della luce: è stato istallato un sistema di tende esterne motorizzato per regolare la luminosità naturale degli uffici. Al di là di questi aspetti tecnici, è fondamentale che le persone lavorino in un ambiente confortevole: da qui la necessità di realizzare dei parcheggi anche per le biciclette, di agevolare l’accessibilità mettendo a disposizione delle navette, di creare degli spazi verdi, delle zone relax e delle aree comuni che siano dotate di servizi come gli studi medici, il dentista, l’asilo, la banca. Ci sarà un nuovo Land Scape e sarà realizzata una nuova viabilità interna da e per la tangenziale est.
Quando sarà terminato il progetto?
Entro 7 anni. A breve inizieremo a costruire il secondo immobile. Rispetto al primo vorremo ottimizzare i costi e i tempi. Date le premesse non è detto che non si vada oltre i cinque edifici complessivi stabiliti dal planning iniziale.
Una bella boccata d’ossigeno per una zona che oggi è in crisi…
Sicuramente. Ogni edificio garantirà circa 600 posti di lavoro che, sommati ai dipendenti di Alcatel, arrivano a un totale di 5mila presenze: un polo occupazionale molto importante, che inoltre darà valore aggiunto alla stessa area e alla città di Vimercate.
Come sarà Energy Park tra 7 anni?
Le persone lavoreranno al computer sdraiate sull’erba o parleranno al telefono seduti su una panchina e mangeranno un panino sotto un albero. Sarà un ambiente confortevole, dotato di tutti i servizi necessari, dove si respirerà la felicità dei dipendenti. Oggi parlare di sostenibilità ambientale sembra quasi una moda, ma noi stiamo realizzando un progetto concreto che vuole garantire comfort e benessere.
Milano, 7 maggio 2010
Greta La Rocca
HOUSE, LIVING AND BUSINESS
