Si definirebbe una fondamentalista dell’ambiente?
Assolutamente no, non sono una fondamentalista, anzi cerco in tutti i modi di riportare la cura dell’ambiente ad una serie di normalità, dovrebbe essere naturale proteggere la natura che ci regala la vita con la sua vita, questo non passa per estremismi.
Quali sono i suoi dieci comandamenti ecoambientali?
“Risparmiare acqua perché la crisi idrica rischia di colpire già le generazioni oggi in vita. Fare attenzione al packaging. Riciclare i rifiuti. Svuotare il frigorifero prima di riempirlo nuovamente. Riutilizzare usando la fantasia. Dosare bene i detersivi ed evitare gli sprechi. Convertirsi ai prodotti ecocompatibili. Diluire lo shampo quando si usa. Usare l’auto quando serve evitando un uso smodato. E adesso che siamo vicini al natale regaliamo esperienza, per godere del tempo ed evitare di riciclare i regali che non è piacevole”.
Recentemente Il Corriere della Sera ha titolato su di lei “la filosofa che abbraccia gli alberi”, quando per la prima volta ha abbracciato un albero?
In realtà non si tratta di abbracciare gli alberi; ho imparato durante seminari che ho fatto di yoga all’aperto a sentire l’energia che c’è dentro gli alberi e come scorre, per farlo è sufficiente appoggiare le mani delicatamente sulla corteccia, alcuni alberi li senti più di altri, come i Kaori della nuova Zelanda, dove ho avuto la fortuna di andare; lì è veramente difficile non credere a gnomi ed Elfi quando si entra in quelle foreste, è lì infatti che hanno girato il Signore degli Anelli. E’ una pratica che ho riportato nelle nostre città e che mi porta ad essere ancor più grata al lavoro che fanno gli alberi. Si tratta di riconoscere quanto sa importante il ruolo che la natura ha per nostro benessere.
Quali sono i canali per favorire la diffusione della filosofia sostenibile?
Tutti. Il contatto con gli altri, non c’è migliore diffusione del buon esempio e dell’educazione, sia nei confronti dei figli che in quanto consumatore, e tutti i media.
Le persone che la circondano condividono il suo pensiero o a volte non sono completamente d’accordo con il suo stile di vita?
Io faccio una vita del tutto normale per cui sono circondata da persone che sono d’accordo con me e da altre che non lo sono, mentre chi è più estremo si circonda di persone che la vedono e la vivono come lui. Chi cerca di diffondere questo tipo di sensibilità attraverso l’azione e con un atteggiamento positivo, incontra di tutto. Trovo ogni giorno abbastanza pretesti per essere scoraggiata ma poi per fortuna ne trovo altrettanti che invece mi confortano e mi confermano che c’è molta gente che ha cura dell’ambiente e desiderio di progredire in questa direzione e che pensa a nuovi stili di vita e magari li ha già abbracciati vedendolo come un passaggio evolutivo e non come un obbligo.
Cosa pensa della teoria della Decrescita?
E’ un’ottima teoria, a cui io propongo una sostenibile leggerezza. Perché decrescita va talmente contro il nostro concetto distillato dai tempi in cui viviamo, un limite al progresso, perché noi vediamo il progresso come una crescita che anche se non è così può creare qualche senso contrarietà. Io la condivido perché la reputo una naturale risposta a chi cerca nell’esperienza la gratificazione; la felicità non sta nell’abbondanza delle cose ma nella loro qualità, automaticamente s’innesca un processo di spontanea decrescita. Con la sostenibile leggerezza che indicavo prima si sottolinea la non pesantezza di una questione che è molto pesante. Spero di vedere in atto nei prossimi anni una grande evoluzione fuori dal paradigma nel quale ci troviamo e dentro ad un nuovo paradigma che ci vedrà alleati della natura e non usurpatori”
Chi è il suo maestro, quale pensiero l’ha condotta alla filosofia ecologica?
Il Mio primo passaggio lo attribuisco ad un maestro di yoga, Giò Fronti che ha fondato la pratica Hara yoga, pratica sincretica che abbraccia tradizioni etniche e sciamaniche; lì ho iniziato a capire gli elementi della natura e sentire il forte collegamento tra ciò che vediamo al di fuori di noi e quello che c’è dentro di noi.
Milano, 22 dicembre 2009
Greta La Rocca
HOUSE, Living and Business (Web Magazine)
SCHEDA CRISTINA GABETTI
Nata a New York e cresciuta a Torino,
1984 si laurea a Yale.
1987 diventa giornalista e in seguito inviata dei TG Mediaset e curatrice di Abitare TV.
2008 è inviata di Striscia la notizia, dove conduce la rubrica “Occhio allo spreco”. Con il suo primo libro, Tentativi di eco-condotta (Rizzoli) si è imposta come una voce autorevole in difesa dell’ambiente.
BIBLIOGRAFIA
Gabetti C., “Tentativi di eco-condotta”, Rizzoli, 2008
Gabetti C., “Occhio allo spreco”, Rizzoli, 2009







