Come definirebbe la sostenibilità?
Oggi esiste una scienza della sostenibilità, che si è formata in modo affascinante e grazie al contributo di tante discipline alcune nate negli ultimi ultimi decenni, come l’economia ecologa, la restoration ecology, la biologia della conservazione ecologia industriale. I fondamenti della sostenibilità sono nelle Scienze del sistema terra che cercano di analizzare le grandi sfere che interagiscono nel nostro pianeta. La sostenibilità è un’analisi attenta e concreta all’interrelazioni dei sistemi sociali con i sistemi naturali.
Nella sua vita quotidiana come attua uno stile di vita ecosostenibile?
Nessuno ha delle ricette certe, per quanto mi riguarda cerco di fare sì che la riduzione del flusso di materia ed energia del mio operato sia il più possibile attiva. Tramite l’eliminazione drastica dell’uso dell’automobile, io e mia moglie ne condividiamo una, utilizzandola quando proprio non si può fare a meno, e prendendo il più possibile i mezzi pubblici. Abbiamo eliminato quasi totalmente un’alimentazione a base di carne ma non perché siamo vegetariani ma per l’impatto ambientale che questa comporta. Cerchiamo di ridurre anche in casa l’impatto di carbonio e il consumo di energia, come gli elettrodomestici di alta efficienza e lampadine.
Cosa pensa della teoria della Decrescita e del progresso?
Io sono convinto che l’insostenibilità del nostro sviluppo è totale, cioè non possiamo pensare che lo stile di vita consumistico moltiplicato per 6,8 miliardi di abitanti, quanti siamo oggi non abbia un effetto. Dobbiamo fare in modo che ci siano sia capacità di uso di risorse, sia capacità recettive di quello che poi immettiamo nell’ambiente naturale; quello che si sta stabilendo a Copenaghen, parlando di quote di emissione che dovrebbero garantire per ogni individuo di non andare oltre certi livelli rispetto alla capacità recettive. La sostenibilità viaggia sullo stesso binario della decrescita, e bisogna rendersi conto che lo stile di vita consumistico va necessariamente limitato. Il concetto di decrescita è un concetto che è nel concetto di ecosostenibiità.
La conferenza sul clima di Copenaghen è stata utile?
Purtroppo come era prevedibile dalla Conferenza di Copenaghen non è uscito molto per cui rimando a quella che sarà la discussione sul clima a Città del Messico nel dicembre 2010. Credo che la Conferenza di Copenaghen si sia conclusa con un documento politicamente vincolante, dove si sono indicati gli impegni che tutti i paesi saranno chiamati a rispettare per dare il loro contributo. Io da una parte ne vedo tutti gli aspetti negativi, dall’altro sono realista perché non possiamo pensare che la situazione venga ribaltata. Stiamo scontando 8 anni di amministrazione Bush che hanno non agito su questo fronte insieme ad un’industria del negazionismo. Il Presidente Obama sta cercando di mettere insieme i pezzi orientandosi verso la limitazione dell’emissioni.
E ancora possibile fare marcia indietro?
Questa battaglia per i grandi cambiamenti globali, in primis il cambiamento climatico, non è contro qualcuno ma è anche contro noi stessi, è durissima, si tratta di cambiare stili di vita modi di comportamento, economie intere. E’ un problema di buon senso di capire che questa strada prima si prende, meglio è, dopo si prende peggio è. Tutti i fenomeni peggioreranno per cui sarà ancora più difficile e più costoso. Ogni giorno, mese, anno che perdiamo peggioriamo la possibilità d’intervenire e di avere una maggiore possibilità di successo. Purtroppo c’è la presenza di gruppi di negazionisti che continuano a sostenere che i cambiamenti climatici sono dovuti a cambiamenti naturali e vanno avanti con un comportamento suicida, ma siamo consapevoli di immettere gas che continuano ad alimentare l’effetto serra e questo nessuno lo può negare.
In Italia c’è il movimento del “capitalismo naturale” ideato da Paul Hawken?
La sua è una grande aspirazione quella di fare un inventario planetario, un po’ forte come ambizione, ma non c’è nulla di simile nel nostro paese ci sono delle reti. Paul Hawken è un imprenditore di origine che ha capito che questo era un ambito da esaminare ed è riuscito a posizionarsi per primo, di fatto sta facendo l’autore di volumi che sono anche dei best sellers, sta diventando il suo lavoro.
L’architettura può contribuire alla svolta in chiave sostenibile?
In Italia abbiamo un altissimo spreco energetico legato al modo sbagliato di costruire.
Noi del WWF Italia abbiamo indetto una campagna Generazione Clima, ci siamo mossi su diversi fronti dalle associazioni di amministrazioni di condomini, associazioni che si occupano di architettura sostenibile, istituti delle case popolari per cercare di stilare piccoli protocolli di avvio di processi che vadano in direzione di un efficientamento energetico. Chi acquista una casa dovrebbe imparare a chiedere la classe, i consumi proprio come si fa per l’acquisto di un’auto.
Milano, 22 dicembre 2009
Amalia Di Carlo
HOUSE, Living and Business (web magazine)
SCHEDA GIANFRANCO BOLOGNA
Direttore scientifico e culturale del WWF Italia e segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma.
1988 – è curatore dell’edizione italiana del famoso rapporto State of the World del Worldwatch Institute.
1999 – è docente alla Scuola di Specializzazione in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette (oggi laurea specialistica) all’Università di Camerino dove insegna gestione delle risorse naturali e sostenibilità dello sviluppo.
Esperto non governativo del governo italiano alla Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (1992) e del Summit mondiale ONU sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (2002).
Ha scritto diversi libri sulla natura e sullo sviluppo sostenibile.
BIBLIOGRAFIA
Bologna G., “Uccelli”, Mondadori, 1983, ristampato nel 1997
Bologna G., “Italia Capace di Futuro”, EMI Edizioni, 2000,
Bologna G., Gesualdi F., Piazza F., Saroldi A. “Invito alla sobrietà felice” EMI Edizioni, 2000
Bologna G., “Manuale della sostenibilità. Idee, concetti, nuove discipline capaci di futuro”, Edizione Ambiente, 2005, ristampato nel 2008
