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L’Ambientalismo italiano è propositivo,
boschi verticali e nucleare? Sì grazie!
Piergiacomo Pagano biologo ricercatore Enea
L'ambientalista controcorrente
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Di fronte alla crisi economica ed ambientale, Piergiacomo Pagano, esperto biologo evoluzionista “prestato” alla filosofia ambientale e alla divulgazione scientifica oltre che ricercatore dell’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), va contro corrente. In un’epoca di iper-specializzazione lui sostiene che dall’impasse attuale si esce solamente con una dialettica tra scienze naturali e scienze umane. Un confronto nel quale si devono mettere da parte snobismi delle prime e sensi di inferiorità delle seconde.
“Se esiste una tematica nella quale questo discorso è valido – dichiara Piergiacomo Pagano – è quella della filosofia ambientale che è lo studio interdisciplinare del rapporto tra uomo e natura per fornire risposte integrate da dare ai politici, agli economisti e ai giuristi. La verità e la risoluzione dei nostri problemi non stanno in nessuna delle varie scienze prese singolarmente. Nessuna può vivere da sola”.

Lei è un teorico dell’ambientalismo propositivo. Che tipo di “religione” è?
Non è una religione. Io sono poco spiritualista, ateo e scientificamente molto rigoroso. Ma credo che noi dobbiamo tendere verso lo sviluppo umano, non verso la crescita perché le nostre risorse non sono infinite. Uno sviluppo qualitativo e spirituale. Nel nostro agire dobbiamo tener presente l’amore per la natura, ma prima di tutto l’amore per l’uomo.

Faccia un esempio concreto di ambientalismo propositivo
Ho collaborato con giuristi per progetti di certificazione ambientale dei parchi che sono entità molto complesse che, a volte, contengono intere città al proprio interno. Come nel caso di Latina. Ne sono nate linee guida con standard qualitativi come l’Iso 14001. Il Parco Nazionale del Circeo e il Parco Fluviale del Po e dell’Orba nel Vercellese e nell’Alessandrino le hanno adottate.

Tra l’antropocentrismo (la centralità dell’uomo sulla natura) e il biocentrismo (la centralità della natura rispetto all’uomo) lei dove si colloca?
Io faccio sempre un esempio. Guardando un fiore in un prato di montagna si possono leggere due messaggi: lasciate stare il fiore perché è di tutti oppure lasciate stare il fiore affinché possa godere la sua vita. Io mi colloco al centro, nel concetto di ecocentrismo. Ritengo che la natura non debba essere al servizio dell’uomo né che l’uomo debba vivere solo per il rispetto della natura. Ma che i due concetti debbano integrarsi in un equilibrio tra conservazione, cioè uso saggio delle risorse da parte dell’uomo, e preservazione, cioè tutela integrale della natura lasciandola indisturbata.

Allora, entro certi limiti, l’uomo può intervenire ovunque sull’ambiente naturale
No. Ci dovrebbero essere zone lasciate del tutto intatte, come la foresta equatoriale o alcuni atolli.

Come si applica l’ambientalismo propositivo all’abitare?
La casa italiana di oggi è antiquata e ha bisogno di ammodernamento. E’ come se noi oggi ci spostassimo con un’automobile degli anni ’50, più rumorosa, meno scattante, più scomoda e più dispendiosa in termini di consumo di carburante di un veicolo di oggi.
In Italia vi sono ancora tanti edifici antichi. Vecchie catapecchie che vengono mantenute per ragioni stupide quando potrebbero benissimo essere abbattute e sostituite con case più efficienti, più confortevoli e meno costose. Nel nostro Paese quanto a tecnologia abitativa e ad efficienza energetica c’è ancora tanto da fare. Noto un modo ancora molto obsoleto di costruire. Quindi lancio un appello ad architetti ed ingegneri per trovare soluzioni nuove. In Italia abbiamo le risorse per farlo e sono sicuro che nelle nostre abitazioni spenderemmo meno e vivremmo meglio anche nel rispetto dell’ambiente.

A Milano sta sorgendo un intero quartiere di grattacieli. Come vede l’iniziativa?
Non ho nulla in contrario con i grattacieli se si possono trovare soluzioni in linea con l’ambiente. Per esempio, i progettisti di Milano Porta Nuova, il bosco verticale – lo Studio Boeri – Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra – si sono posti il problema di creare spazi verdi sotto i grandi palazzi. Meglio una soluzione di questo tipo rispetto ad un’altra di un caseggiato di soli quattro piani che occupa una superficie maggiore e non prevede un’area verde sottostante.

Per quanto riguarda uno dei principali problemi attuali, l’approvvigionamento energetico, come vede il nucleare?
La parola d’ordine per l’Italia dovrebbe essere diversificare le fonti energetiche in modo da ridurre al massimo la sua dipendenza dall’estero con un programma a lunga scadenza e una visione comune a maggioranza e opposizione. Sotto questo aspetto vedo di buon occhio il nucleare al fianco dell’energia idroelettrica, del fotovoltaico, dei pannelli solari, delle centrali eoliche. Dovremmo riutilizzare gli impianti nucleari di cui disponiamo e svilupparne le tecnologie.

Non le sembra che in Italia ci sia un freno alla richiesta di sistemi energetici alternativi?
Effettivamente le cosiddette energie pulite non lo sono del tutto e sono ancora molto costose. Perché si deve mettere in conto la spesa energetica per la loro costruzione e lo smaltimento degli impianti desueti. Come il costo dell’eliminazione dei metalli contenuti nei pannelli solari. Tuttavia, più si procede nella tecnologia, più queste spese si riducono.

In questo periodo si sente spesso parlare della teoria della decrescita. Ma non si chiede troppo alla gente? Troppe rinunce nei loro standard di vita?
Il biologo e matematico americano Joel Cohen nel suo libro si chiedeva Quante persone possono vivere sulla terra?. Per me non è questione di quante ma di come possono vivere in modo dignitoso con standard minimi esistenziali. Non si tratta di rinunciare a qualcosa ma di non sprecare le risorse che abbiamo. Quindi di trovare un equilibrio nella quantità e uno sviluppo della qualità delle risorse energetiche per esempio. Noi possiamo vivere allo stesso modo, senza rinunce, modificando le nostre scelte. Per esempio, coibentando bene il tetto di una casa manteniamo un buon riscaldamento e ottimizziamo i consumi di petrolio per la caldaia. In questo campo gli architetti e gli ingegneri hanno potenzialità infinite di progettazione.

Elisabetta Carli
Milano, 22 dicembre 2009
HOUSE, LIVING AND BUSINESS

BIOGRAFIA

Nasce a Bologna il 28 novembre 1953.
Esperto di biologia evoluzionistica e filosofia ambientale all’ENEA di Bologna, dipartimento ACS dove ricopre il ruolo di ricercatore in filosofia ambientale.
1977 – vince concorso pubblico nazionale, assunto al CNEN
1980 prima come tesista, come tirocinante e poi come ricercatore in ENEA conduce studi sperimentali sugli effetti sanitari da incidenti ai sistemi di raffreddamento nelle centrali nucleari.
1983 – Laurea con lode in Scienze Biologiche all’Università di Bologna
1986 – Dopo Chernobyl (25 aprile 1986) conduce esperimenti sugli effetti della radio-contaminazione della specie bovina dalla madre al feto.
1987 – Dopo il referendum sul nucleare (8 novembre 1987) i suoi interessi si spostano agli inquinanti ambientali
1990 – vincitore di concorso pubblico nazionale, progetta e mette a punto sistemi in vitro per studiare gli effetti tossici degli inquinanti ambientali.
1998 partecipa al progetto ENEA-Ministero dell’Ambiente sull’Applicazione Pilota di Sistemi di Gestione Ambientale in aree protette
2001 ha aperto il sito filosofia-ambientale.it che raccoglie il contributo di numerosi studiosi ed è luogo di vivo dibattito
Attualmente è tutor di dottorato di ricerca in filosofia ambientale presso l’Università di Bologna (CIRSFID).
È esponente della Giuria Tecnica della prima edizione del concorso nazionale Ecohousing Art.
Visita la sua pagina personale sul nostro sito.

BIBLIOGRAFIA

Pagano P., “Filosofia ambientale”, Mattioli Editore, 2002, ristampato nel 2005
Pagano P., “Alla ricerca dell’uomo: saggi sull’uomo e sull’ambiente”, Alberto Perdisa Editore, 2005. 3° classificato al Premio Letterario Nazionale Parco Majella 2006
Scrivi a piergiacomo.pagano@enea.it

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