1969 nasce all’Aquila.
Nel 1995 cura la rassegna “Hortus Conclusus” con Francesco Moschini, nel centro storico di Roma, nei cortili e giardini segreti di Palazzo Antonelli, Palazzo Varese, Palazzo Falconieri, Palazzo Mattei di Paganica, Palazzo della Palma, Palazzo Pizzicaria, Palazzo Baldassini.
La manifestazione è fondata sulla volontà di rendere accessibili luoghi di particolare pregio storico-artistico e definire al loro interno inedite condizioni spaziali attraverso installazioni site-specific di arte contemporanea. Segue la mostra di approfondimento “Hortus Conclusus – Luoghi e Progetti”, presso lo IED di Roma.
Dal 1992 al 1993 collabora al quotidiano “Paese Sera”, in qualità di curatore di una rubrica settimanale dedicata all’urbanistica, all’architettura e al design.
Nel 1996 presenta alla Galleria A.A.M. di Roma la rassegna “Convergenze”, otto mostre sulla rivisitazione espressiva dello spazio espositivo.
Dal 1995 al 2000 scrive articoli e recensioni per le riviste “Economia della Cultura”, “Metamorfosi”, “Quaderni di Architettura”, “Next”, “La Casa di Pietra”, “L’industria delle Costruzioni”.
Tra il 1996 e il 2005 cura esposizioni e realizza allestimenti aventi per tema la reciprocità tra opere e contesto presso il Rose Theatre di Fuji in Giappone, il Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila, il Palazzo Chigi di Viterbo, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza, la Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto.
Ha pubblicato per le case editrici Kappa (“Giovanni Rebecchini Architetto”, 1994) e Lithos (“Convergenze”, 1997; “Documento Fusione Estetica”, 1998). Ha scritto contributi e saggi per le case editrici il Mulino, Dedalo, Arnaldo Lombardi, Sellerio, Christian Maretti.
Dal 2004 al 2007 collabora in qualità di Assistente ai laboratori di Progettazione architettonica e urbana presso la Prima Facoltà di Architettura Ludovico Quadroni e ai laboratori di Arredamento e architettura di interni presso la Facoltà di Architettura Valle Giulia della Sapienza Università di Roma.
Nel 2006 partecipa con l’artista visivo Carlo Bernardini al concorso di progettazione per un Monumento ai Caduti di Nassiriya, parco Shuster – Roma e, nei due anni successivi, in raggruppamento temporaneo con altri professionisti, ai concorsi di idee per la realizzazione di un ponte sul lago del Pertusillo in Basilicata (progetto selezionato) e per la riqualificazione della Piazza Regina Margherita a Forenza (terzo classificato).
Nel 2007 è cofondatore e vicepresidente di Architecture Open Circuit Onlus, libera organizzazione di utilità sociale di Roma, costituita prevalentemente da architetti, dedita alla definizione di programmi di slum upgrading per i paesi in via di sviluppo e attualmente impegnata nell’attuazione del “Toi Market Redevelopment Project – Kibera, Nairobi”, in partnership con la Comunità di Toi Market-Muungano, l’ONG Pamoja Trust, il Dipartimento di Architettura della Jomo Keniatta University of Agriculture and Technology e la società di progettazione Tecta Consultants di Nairobi.
Nel 2005 è curatore con Patrizia Ferri della rassegna “Translating Rooms. Proposte d’autore per una nuova ecologia dell’abitare”, Roma presso UnderStudio.
Nel 2007 cura sempre con Patrizia Ferri la mostra “L’utopia praticabile. Ipertesti metropolitani”, presentata al MAXXI e allestita presso il Museo H.C. Andersen estendendo la medesima logica sperimentale dallo spazio abitativo al contesto urbano. La mostra impegna otto gruppi interdisciplinari costituiti da un teorico, uno studio di architettura e un artista, nell’elaborazione di altrettante proposte progettuali dedicate alla città di Roma.
Nel 2008 per Gangemi pubblica con Patrizia Ferri “Translating rooms, nuove ecologie dell’abitare”; è in corso di pubblicazione “L’utopia praticabile. Ipertesti metropolitani”.
Nel 2007/2008 svolge attività di tutoraggio per il Master di Progettazione Adeguamento Gestione di Alberghi per il Dipartimento di Architettura e Costruzione della Sapienza Università di Roma.
Attualmente è impegnato come progettista e direttore dei lavori in opere di restauro conservativo a Tivoli, tra cui il settecentesco Palazzo Boschi a piazza Palatina.
La sua attività di ricerca è rivolta essenzialmente all’interazione tra arte e architettura, con particolare riferimento ad un versante analitico della cultura contemporanea incline a stabilire legami e relazioni di continuità con lo spazio architettonico. È membro del comitato scientifico del CEDRAP(Centro di Documentazione e Ricerca sull’Arte Pubblica) presso il DAU della Sapienza, Università di Roma. Opera prevalentemente a Roma.
“In un processo creativo fondato sull’ecosostenibilità, intuizione e approccio analitico devono necessariamente coesistere. L’efficacia di un’idea dipende dal livello di comprensione del contesto in cui si inserisce. Per questo credo nella multidisciplinarietà e reputo auspicabile una sempre maggiore apertura dei processi creativi alla quotidianità e della quotidianità ai processi creativi. Le due dimensioni devono dialogare fino a stemperarsi l’una nell’altra per far sì che la praticabilità sia alla base di ogni progetto che intenda davvero confrontarsi con la realtà”.
studiobriguglio@gmail.com
