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	<title>EcoHousingArt &#187; EcoPensiero</title>
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		<title>«Senza la Terra non sopravviveremo»</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 00:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" "style="border: 0pt none; margin-right:25px;" title="Brian Schroeder" src="http://www.ecohousing-art.it/wp-content/news/Brian_Schroeder.jpg" alt="" width="190" height="190" />Voce dell&#8217;eco pensiero, filosofo ambientalista americano, amante dell&#8217;Italia: è <strong>Brian Schroeder</strong>, professore e capo del Dipartimento di Filosofia presso il Rochester Institute of Technology, New York &#8211; <a href="http://www.rit.edu/">R.I.T</a>-, e condirettore dell&#8217;Associazione Internazionale di Filosofia Ambientale IAEP &#8211; The International Association for Environmental Philosophy, <a href="http://www.environmentalphilosophy.org/">IAEP</a>. Affascinato dal pensiero europeo contemporaneo (francese, tedesco e soprattutto italiano), è stato uno dei primi a parlarne oltreoceano. Nel 2007, infatti, ha pubblicato <em>  Contemporary Italian Philosophy, Crossing the Borders of Ethics, Politics, and Religion</em> &#8211; <em>SUNY, 2007</em> &#8211; con i contributi dei più importanti filosofi italiani (Silvia Benso, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Giovanni Ferretti, Sergio Givone, Giacomo Marramao, Virgilio Melchiorre, Luisa Muraro, Salvatore Natoli, Marco Maria Olivetti, Maurizio Pagano, Pier Aldo Rovatti, Mario Ruggenini, Emanuele Severino, Carlo Sini, Gianni Vattimo, Salvatore Veca, and Vincenzo Vitiello). <br/>Molto attento alla Terra e all&#8217;impatto che il &#8220;ground&#8221; &#8211; per citare una sua espressione &#8211; può avere sulla nostra società, da sempre indaga i principi dell&#8217;ecologia: dall&#8217;etica della Terra all&#8217;ecologia profonda, dall&#8217;ecologia profonda all&#8217;ecofemmismo. <br/>La relazione tra etica ambientale, appunto, e la politica sono per lui fonte di idee e di riflessione: questi i temi che confluiscono in uno dei suoi libri più significativi <em>Pensare ambientalista. Tra filosofia e ecologia</em> &#8211; <em>Environmental Thinking: Between Philosophy and Ecology, Paravia Scriptorium, 2000</em> &#8211; . E proprio da qui, dalla relazione che lega il pensiero filosofico e le problematiche ambientali, ha preso il via la nostra intervista a uno dei maggiori esperti della Green Philosophy.<br/><br/><strong>In che modo la filosofia e l&#8217;ecologia si uniscono in un unico pensiero?</strong><br/>&Egrave; importante che il pensiero ecologico e ambientale non si basi esclusivamente su un&#8217;analisi empirica o quantitativa, ma che sia supportato da un pensiero più profondo, esistenziale. In questo modo il pensiero ambientale può essere radicato e riferirsi alla vita individuale. Questa è una componente essenziale per l&#8217;avanzamento dell&#8217;attività ecologica. Questo pensiero si riflette in incontri, come quello che si è svolto a Copenhagen &#8211; dal 7 al 18 dicembre 2009 <a href="http://www.denmark.dk/en/menu/Climate-Energy/COP15-Copenhagen-2009/">COP15</a> -, ma purtroppo non si realizza come mi augurerei, perché questi appuntamenti sono ancora determinati da interessi economici di carattere nazionalistico. Manca una consapevolezza ecologica che veda al di là, in particolare negli USA manca una consapevolezza ambientale.<br/><br/><strong>Lei parla di una Terra post-metafisica, cosa intende?</strong><br/>&Egrave; fondamento del pensiero ambientalista. Primaria deve essere la relazione con il mondo e non la relazione con gli umani. Questo implica un diverso modo di pensare, cambiano le priorità per l&#8217;individuo e la comunità. Bisogna andare al di là della filosofia moderna.<br/><br/><strong>Come tornare indietro a quella che lei chiama “Terra”?</strong><br/>Si dovrebbe accogliere quello che Nietzsche chiamava Terra e che si basa in parte su un rifiuto dei valori su base metafisica. Valori che comprendono il significato del senso di responsabilità. Una concezione scientifica di come la realtà si costituisce. Ritengo che sia necessaria una visione più fenomenologica della Terra. Questa idea si trova nel pensiero di <strong>Hans Jonas</strong>. &Egrave; necessario perciò riconoscere le fragilità della Terra, della nostra sopravvivenza, ma anche di quella di animali e piante.<br/><br/><strong>Come considera la teoria della sopravvivenza di Hans Jonas?</strong><br/>Penso che Hans Jonas sia un filosofo importante, ma che purtroppo ha avuto un&#8217;influenza marginale negli Usa a differenza che in Europa. Importanti sono i suoi concetti di sopravvivenza e responsabilità. Cerca di unire un approccio esistenzialistico e ontologico, basandosi sulla fedeltà alla Terra e proponendo nuovi concetti per salvaguardarla. Fondamentale è apprendere che la nostra sopravvivenza è strettamente collegata a quella della Terra.<br/><br/><strong>In che modo attua nella sua vita i principi della sua filosofia?</strong><br/>&Egrave; difficile abbracciare in modo globale i principi del vivere ecologico e vivere bene in un mondo fortemente tecnologizzato. Bisogna partire dal modo in cui si guarda alle tecnologie e cercare di andare al di là di comportamenti come il riutilizzo e il riciclaggio. Io tendo ad utilizzare elettrodomestici a basso consumo, così come l&#8217;automobile. Limito il più possibile i viaggi e adopero i mezzi pubblici. Cerco di essere un consumatore con una coscienza nel selezionare i prodotti. Sostengo economicamente organizzazioni ambientali e porto avanti le idee basate su principi ecologici ai nostri rappresentanti politici.<br/><br/><strong>Cosa pensa del Summit di Copenhagen?</strong><br/>Copenhagen è solo l&#8217;inizio. Si spera che le conferenze che si terranno in futuro riusciranno a portare ad accordi maggiormente vincolanti. Gli interessi di grandi potenze economiche, come Usa e Cina, paesi maggiormente inquinanti, condizionano le politiche che verranno attuate. Questo summit dimostra che da ora in poi l&#8217;attenzione sarà più alta e nuovi incontri potranno ripetersi per fronteggiare una crisi ecologica già, ahimè, grave.<br/><br/><em>Milano, 30 gennaio 2010</em><br/><strong>Amalia Di Carlo</strong><br/>HOUSE, LIVING AND BUSINESS<br/><br/>
<div id="titoletto_interno"><span style="color: #ff2400;">BIOGRAFIA </span></div>
<p>Brian Schroeder è un filosofo americano. Ama l&#8217;Italia e il buon vino; tra i suoi hobby lo zen e viaggiare, guida auto d&#8217;epoca. Dal 12 al 30 luglio sarà nel nostro Paese per il <em>Collegium Phaenomenologicum &#8211; Transcontinental Philosophy: Interpreting Philosophy Across Borders and Idioms</em> &#8211; Città di Castello, Umbria &#8211; <a href="http://www.collegiumphaenomenologicum.org/<br />
">Collegium Phaenomenologicum</a><br/><br/><a href="http://www.rit.edu/cla/philosophy/Schroeder.html">Biografia Brian Schroeder </a></p>
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		<title>Decrescita? Una sostenibile leggerezzaperché il progresso è visto come crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 20:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Risparmiare acqua perché la crisi idrica rischia di colpire già le generazioni oggi in vita. Fare attenzione al packaging. Riciclare i rifiuti. Svuotare il frigorifero prima di riempirlo nuovamente. Riutilizzare usando la fantasia. Dosare bene i detersivi ed evitare gli sprechi. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" "style="border: 0pt none; margin-right:25px;" title="Cristina Gabetti" src="http://www.ecohousing-art.it/wp-content/news/Cristina_Gabetti.jpg" alt="" width="190" height="190" /><strong>Si definirebbe una fondamentalista dell’ambiente?</strong><br />
Assolutamente no, non sono una fondamentalista, anzi cerco in tutti i modi di riportare la cura dell’ambiente ad una serie di normalità, dovrebbe essere naturale proteggere la natura che ci regala la vita con la sua vita, questo non passa per estremismi.<br/><br/><strong>Quali sono i suoi dieci comandamenti ecoambientali?</strong><br/>Risparmiare acqua perché la crisi idrica rischia di colpire già le generazioni oggi in vita. Fare attenzione al packaging. Riciclare i rifiuti. Svuotare il frigorifero prima di riempirlo nuovamente. Riutilizzare usando la fantasia. Dosare bene i detersivi ed evitare gli sprechi. Convertirsi ai prodotti ecocompatibili. Diluire lo shampo quando si usa.  Usare l’auto quando serve evitando un uso smodato. E, adesso che siamo vicini al Natale, regaliamo esperienza, per godere del tempo e riciclare i regali che non sono piaciuti”. <br/><br/><strong>Recentemente Il Corriere della Sera ha titolato su di lei “la filosofa che abbraccia gli alberi”, quando per la prima volta ha abbracciato un albero?</strong><br/>In realtà non si tratta di abbracciare gli alberi; ho imparato durante seminari di yoga all’aperto a sentire l’energia che c’è dentro gli alberi e come scorre. Per farlo è sufficiente appoggiare le mani delicatamente sulla corteccia, alcuni alberi li senti più di altri, come i Kaori in Nuova Zelanda, dove ho avuto la fortuna di andare; lì è veramente difficile non credere a gnomi ed elfi quando si entra in quelle foreste, è lì infatti che hanno girato il Signore degli Anelli. &Egrave; una pratica che ho riportato nelle nostre città e che mi porta ad essere ancor più grata al lavoro che fanno gli alberi. Si tratta di riconoscere quanto sa importante il ruolo che la natura ha per nostro benessere.<br/><br/><strong>Quali sono i canali per favorire la diffusione della filosofia sostenibile?</strong><br/>Tutti&#8230; Non c’è migliore diffusione del buon esempio e dell’educazione, sia nei confronti dei figli che in quanto consumatore. E tutti i media, ma anche il contatto con le persone.<br/><br/> <strong>Le persone che la circondano condividono il suo pensiero o a volte non sono completamente d’accordo con il suo stile di vita?</strong><br/> Io faccio una vita del tutto normale per cui sono circondata da persone che sono d’accordo con me e da altre che non lo sono, mentre chi è più estremo si circonda di persone che la vedono e la vivono come lui. Chi cerca di diffondere questo tipo di sensibilità attraverso l’azione e con un atteggiamento positivo, incontra di tutto. Trovo ogni giorno abbastanza pretesti per essere scoraggiata ma poi per fortuna ne trovo altrettanti che invece mi confortano e mi confermano che c’è molta gente che ha cura dell’ambiente e desiderio di progredire in questa direzione, che pensa a nuovi stili di vita e magari li ha già abbracciati vedendoli come un passaggio evolutivo e non come un obbligo.<br/><br/> <strong>Cosa pensa della Decrescita?</strong><br/> &Egrave; un’ottima teoria, a cui io propongo una sostenibile leggerezza. Perché decrescita va talmente contro il nostro concetto distillato dai tempi in cui viviamo, un limite al progresso, perché noi vediamo il progresso come una crescita che anche se non è così, può creare qualche senso contrarietà. Io la condivido perché la reputo una naturale risposta a chi cerca la gratificazione nell’esperienza; la felicità non sta nell’abbondanza delle cose ma nella loro qualità. Ecco come automaticamente s’innesca un processo di spontanea decrescita. Con la sostenibile leggerezza si sottolinea la non pesantezza di una questione che è molto pesante. Spero di vedere in atto nei prossimi anni, una grande evoluzione fuori dal paradigma nel quale ci troviamo e dentro ad un nuovo paradigma che ci vedrà alleati della natura e non usurpatori.<br/><br/> <strong>Chi è il suo maestro, quale pensiero l’ha condotta alla filosofia ecologica?</strong><br/> Il mio primo passaggio lo attribuisco ad un maestro di yoga, Giò Fronti che ha fondato l&#8217;Hara Yoga, pratica sincretica che abbraccia tradizioni etniche e sciamaniche; lì ho iniziato a capire gli elementi della natura e sentire il forte collegamento tra ciò che vediamo al di fuori di noi e quello che c’è dentro di noi.<br/><br/><em>Milano, 22 dicembre 2009</em><br/><strong>Greta La Rocca</strong><br/>HOUSE, LIVING AND BUSINESS<br/><br/>
<div id="titoletto_interno"><span style="color: #ff2400;"> BIOGRAFIA</span> </div>
<p> Nata a New York e cresciuta a Torino<br/> <strong>1984</strong> si laurea a Yale<br/> <strong>1987</strong> diventa giornalista e in seguito inviata dei TG Mediaset e curatrice di Abitare TV<br/> <strong>2008</strong> &Egrave; inviata di Striscia la notizia, dove conduce la rubrica “Occhio allo spreco”. Con il suo primo libro, Tentativi di eco-condotta (Rizzoli) si è imposta come una voce autorevole in difesa dell’ambiente. <br/>&Egrave; esponente della Giuria Tecnica della prima edizione del concorso nazionale Ecohousing Art. <br/>Visita <a href="http://www.ecohousing-art.it/la-giuria-tecnica-di-ecohousing-art/" target="blank">la sua pagina personale</a> sul nostro sito. <br/><br/>
<div id="titoletto_interno"><span style="color: #ff2400;"> BIBLIOGRAFIA</span> </div>
<p> Gabetti C., &#8220;Tentativi di eco-condotta&#8221;, Rizzoli, 2008<br/>Gabetti C., &#8220;Occhio allo spreco&#8221;, Rizzoli, 2009<br/><br/></p>
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		<title>Lo stile di vita deve essere ecosostenibile, decrescere, ridurre ed essere vegetariani</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 19:44:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi esiste una scienza della sostenibilità, che si è formata in modo affascinante e grazie al contributo di tante discipline alcune nate negli ultimi ultimi decenni, come l’economia ecologa, la restoration ecology, la biologia della conservazione ecologia industriale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" "style="border: 0pt none; margin-right:25px;" title="Gianfranco Bologna" src="http://www.ecohousing-art.it/wp-content/news/Gianfranco_Bologna.jpg" alt="" width="190" height="190" /><strong>Come definirebbe la sostenibilità?</strong><br/>Oggi esiste una scienza della sostenibilità, che si è formata in modo affascinante e grazie al contributo di tante discipline alcune nate negli ultimi ultimi decenni, come l’economia ecologa, la restoration ecology, la biologia della conservazione ecologia industriale. I fondamenti della sostenibilità sono nelle Scienze del sistema terra che cercano di analizzare le grandi sfere che interagiscono nel nostro pianeta. La sostenibilità è un’analisi attenta e concreta all’interrelazioni dei sistemi sociali con i sistemi naturali.<br/><br/><strong>Nella sua vita quotidiana come attua uno stile di vita ecosostenibile?</strong><br/>Nessuno ha delle ricette certe, per quanto mi riguarda cerco di fare sì che la riduzione del flusso di materia ed energia del mio operato sia il più possibile attiva. Tramite l’eliminazione drastica dell’uso dell’automobile, io e mia moglie ne condividiamo una, utilizzandola quando proprio non si può fare a meno, e prendendo il più possibile i mezzi pubblici. Abbiamo eliminato quasi totalmente un’alimentazione a base di carne ma non perché siamo vegetariani ma per l’impatto ambientale che questa comporta. Cerchiamo di ridurre anche in casa l’impatto di carbonio e il consumo di energia, come gli elettrodomestici di alta efficienza e lampadine. <span id="more-1202"></span><br/><br/><strong>Cosa pensa della teoria della Decrescita e del progresso?</strong><br/>Io sono convinto che l’insostenibilità del nostro sviluppo è totale, cioè non possiamo pensare che lo stile di vita consumistico moltiplicato per 6,8 miliardi di abitanti, quanti siamo oggi non abbia un effetto. Dobbiamo fare in modo che ci siano sia capacità di uso di risorse, sia capacità recettive di quello che poi immettiamo nell’ambiente naturale; quello che si sta stabilendo a Copenaghen, parlando di quote di emissione che dovrebbero garantire per ogni individuo di non andare oltre certi livelli rispetto alla capacità recettive. La sostenibilità viaggia sullo stesso binario della decrescita, e bisogna rendersi conto che lo stile di vita consumistico va necessariamente limitato. Il concetto di decrescita è un concetto che è nel concetto di ecosostenibilità.<br/><br/><strong>La conferenza sul clima di Copenaghen è stata utile?</strong><br/>Purtroppo come era prevedibile dalla Conferenza di Copenaghen non è uscito molto per cui rimando a quella che sarà la discussione sul clima a Città del Messico nel dicembre 2010. Credo che la Conferenza di Copenaghen si sia conclusa con un documento politicamente vincolante, dove si sono indicati gli impegni che tutti i paesi saranno chiamati a rispettare per dare il loro contributo. Io da una parte ne vedo tutti gli aspetti negativi, dall’altro sono realista perché non possiamo pensare che la situazione venga ribaltata. Stiamo scontando 8 anni di amministrazione Bush che hanno non agito su questo fronte insieme ad un’industria del negazionismo. Il Presidente Obama sta cercando di mettere insieme i pezzi orientandosi verso la limitazione dell’emissioni.<br/><br/><strong>E ancora possibile fare marcia indietro?</strong><br/>Questa battaglia per i grandi cambiamenti globali, in primis il cambiamento climatico, non è contro qualcuno ma è anche contro noi stessi, è durissima, si tratta di cambiare stili di vita modi di comportamento, economie intere. E’ un problema di buon senso di capire che questa strada prima si prende, meglio è, dopo si prende peggio è. Tutti i fenomeni peggioreranno per cui sarà ancora più difficile e più costoso. Ogni giorno, mese, anno che perdiamo peggioriamo la possibilità d’intervenire e di avere una maggiore possibilità di successo. Purtroppo c’è la presenza di gruppi di negazionisti che continuano a sostenere che i cambiamenti climatici sono dovuti a cambiamenti naturali e vanno avanti con un comportamento suicida, ma siamo consapevoli di immettere gas che continuano ad alimentare l’effetto serra e questo nessuno lo può negare.<br/><br/><strong>In Italia c&#8217;è il movimento del &#8220;capitalismo naturale&#8221; ideato da Paul Hawken?</strong><br/>La sua è una grande aspirazione quella di fare un inventario planetario, un po’ forte come ambizione, ma non c’è nulla di simile nel nostro paese ci sono delle reti. Paul Hawken è un imprenditore di origine che ha capito che questo era un ambito da esaminare ed è riuscito a posizionarsi per primo, di fatto sta facendo l’autore di volumi che sono anche dei best sellers, sta diventando il suo lavoro.<br/><br/><strong>L’architettura può contribuire alla svolta in chiave sostenibile?</strong><br/>In Italia abbiamo un altissimo spreco energetico legato al modo sbagliato di costruire. <br/>Noi del WWF Italia abbiamo indetto una campagna Generazione Clima, ci siamo mossi su diversi fronti dalle associazioni di amministrazioni di condomini, associazioni che si occupano di architettura sostenibile, istituti delle case popolari per cercare di stilare piccoli protocolli di avvio di processi  che vadano in direzione di un efficientamento energetico. Chi acquista una casa dovrebbe imparare a chiedere la classe, i consumi proprio come si fa per l’acquisto di un’auto.<br/><br/><em> Milano, 22 dicembre 2009</em><br />
<strong>Amalia Di Carlo</strong><br/>HOUSE, LIVING AND BUSINESS<br/><br/>
<div id="titoletto_interno"> <span style="color: #ff2400;">BIOGRAFIA</span> </div>
<p> Direttore scientifico e culturale del WWF Italia e segretario generale della Fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma. <br/><strong>1988</strong> &#8211; è curatore dell’edizione italiana del famoso rapporto State of the World del Worldwatch Institute.<br/> <strong>1999</strong> &#8211; è docente alla Scuola di Specializzazione in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette (oggi laurea specialistica) all’Università di Camerino dove insegna gestione delle risorse naturali e sostenibilità dello sviluppo.  <br/>Esperto non governativo del governo italiano alla Conferenza ONU su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (1992) e del Summit mondiale ONU sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg (2002). <br/>Ha scritto diversi libri sulla natura e sullo sviluppo sostenibile.<br/><br/>
<div id="titoletto_interno"> <span style="color: #ff2400;">BIBLIOGRAFIA</span> </div>
<p>Bologna G., &#8220;Uccelli&#8221;, Mondadori, 1983, ristampato nel 1997<br/> Bologna G., &#8220;Italia Capace di Futuro&#8221;, EMI Edizioni, 2000,<br/> Bologna G., Gesualdi F., Piazza F., Saroldi A. &#8220;Invito alla sobrietà felice&#8221; EMI Edizioni, 2000<br/>Bologna G., &#8220;Manuale della sostenibilità. Idee, concetti, nuove discipline capaci di futuro&#8221;, Edizione Ambiente, 2005, ristampato nel 2008<br/><br/></p>
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		<title>L&#8217;Ambientalismo italiano è propositivo, boschi verticali e nucleare? Sì grazie!</title>
		<link>http://www.ecohousing-art.it/lambientalismo-italiano-e-propositivo-%c2%abboschi-verticali%c2%bb-e-nucleare-si-grazie/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 18:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco Web Magazine]]></category>
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		<category><![CDATA[biologia evoluzionista]]></category>
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		<description><![CDATA[Se esiste una tematica nella quale questo discorso è valido – dichiara  Piergiacomo Pagano – è quella della filosofia ambientale che è lo studio interdisciplinare del rapporto tra uomo e natura per fornire risposte integrate da dare ai politici, agli economisti e ai giuristi. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" "style="border: 0pt none; margin-right:25px;" title="Piergiacomo Pagano" src="http://www.ecohousing-art.it/wp-content/news/Piergiacomo_Pagano.jpg" alt="" width="190" height="190" />Di fronte alla crisi economica ed ambientale, <strong>Piergiacomo Pagano</strong>, esperto <strong>biologo evoluzionista</strong> “prestato” alla filosofia ambientale e alla divulgazione scientifica oltre che <strong>ricercatore dell&#8217;Enea</strong> (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile), va contro corrente. In un&#8217;epoca di iper-specializzazione lui sostiene che dall&#8217;impasse attuale si esce solamente con una dialettica tra scienze naturali e scienze umane. Un confronto nel quale si devono mettere da parte snobismi delle prime e sensi di inferiorità delle seconde.<br/> “Se esiste una tematica nella quale questo discorso è valido – dichiara  Piergiacomo Pagano – è quella della filosofia ambientale che è lo studio interdisciplinare del rapporto tra uomo e natura per fornire risposte integrate da dare ai politici, agli economisti e ai giuristi. La verità e la risoluzione dei nostri problemi non stanno in nessuna delle varie scienze prese singolarmente. Nessuna può vivere da sola”.<br/><br/><span id="more-1201"></span><strong>Lei è un teorico dell&#8217;ambientalismo propositivo. Che tipo di “religione” è?</strong><br/> Non è una religione. Io sono poco spiritualista, ateo e scientificamente molto rigoroso. Ma credo che noi dobbiamo tendere verso lo sviluppo umano, non verso la crescita perché le nostre risorse non sono infinite. Uno sviluppo qualitativo e spirituale. Nel nostro agire dobbiamo tener presente l&#8217;amore per la natura, ma prima di tutto l&#8217;amore per l&#8217;uomo.<br/><br/><strong>Faccia un esempio concreto di ambientalismo propositivo</strong><br/>Ho collaborato con giuristi per progetti di certificazione ambientale dei parchi che sono entità molto complesse che, a volte, contengono intere città al proprio interno. Come nel caso di Latina. Ne sono nate linee guida con standard qualitativi come l&#8217;Iso 14001. Il Parco Nazionale del Circeo e il Parco Fluviale del Po e dell&#8217;Orba nel Vercellese e nell&#8217;Alessandrino le hanno adottate. <br/><br/><strong>Tra l&#8217;antropocentrismo (la centralità dell&#8217;uomo sulla natura) e il biocentrismo (la centralità della natura rispetto all&#8217;uomo) lei dove si colloca?</strong> <br/>Io faccio sempre un esempio. Guardando un fiore in un prato di montagna si possono leggere due messaggi: <em>lasciate stare il fiore perché è di tutti</em> oppure <em>lasciate stare il fiore affinché possa godere la sua vita.</em> Io mi colloco al centro, nel concetto di ecocentrismo. Ritengo che la natura non debba essere al servizio dell&#8217;uomo né che l&#8217;uomo debba vivere solo per il rispetto della natura. Ma che i due concetti debbano integrarsi in un equilibrio tra conservazione, cioè uso saggio delle risorse da parte dell&#8217;uomo, e preservazione, cioè tutela integrale della natura lasciandola indisturbata.<br/><br/> <strong>Allora, entro certi limiti, l&#8217;uomo può intervenire ovunque sull&#8217;ambiente naturale</strong><br />
No. Ci dovrebbero essere zone lasciate del tutto intatte, come la foresta equatoriale o alcuni atolli. <br/><br/><strong>Come si applica l&#8217;ambientalismo propositivo all&#8217;abitare?</strong><br/> La casa italiana di oggi è antiquata e ha bisogno di ammodernamento. E&#8217; come se noi oggi ci spostassimo con un&#8217;automobile degli anni &#8217;50, più rumorosa, meno scattante, più scomoda e più dispendiosa in termini di consumo di carburante di un veicolo di oggi.<br/> In Italia vi sono ancora tanti edifici antichi. Vecchie catapecchie che vengono mantenute per ragioni stupide quando potrebbero benissimo essere abbattute e sostituite con case più efficienti, più confortevoli e meno costose. Nel nostro Paese quanto a tecnologia abitativa e ad efficienza energetica c&#8217;è ancora tanto da fare. Noto un modo ancora molto obsoleto di costruire. Quindi lancio un appello ad architetti ed ingegneri per trovare soluzioni nuove. In Italia abbiamo le risorse per farlo e sono sicuro che nelle nostre abitazioni spenderemmo meno e vivremmo meglio anche nel rispetto dell&#8217;ambiente. <br/><br/><strong>A Milano sta sorgendo un intero quartiere di grattacieli. Come vede l&#8217;iniziativa?</strong><br/>Non ho nulla in contrario con i grattacieli se si possono trovare soluzioni in linea con l&#8217;ambiente. Per esempio, i progettisti di <em>Milano Porta Nuova, il bosco verticale</em> &#8211; lo Studio Boeri &#8211; Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra &#8211; si sono posti il problema di creare spazi verdi sotto i grandi palazzi. Meglio una soluzione di questo tipo rispetto ad un&#8217;altra di un caseggiato di soli quattro piani che occupa una superficie maggiore e non prevede un&#8217;area verde sottostante. <br/><br/> <strong>Per quanto riguarda uno dei principali problemi attuali, l&#8217;approvvigionamento energetico, come vede il nucleare?</strong><br/> La parola d&#8217;ordine per l&#8217;Italia dovrebbe essere diversificare le fonti energetiche in modo da ridurre al massimo la sua dipendenza dall&#8217;estero con un programma a lunga scadenza  e una visione comune a maggioranza e opposizione. Sotto questo aspetto vedo di buon occhio il nucleare al fianco dell&#8217;energia idroelettrica, del fotovoltaico, dei pannelli solari, delle centrali eoliche. Dovremmo riutilizzare gli impianti nucleari di cui disponiamo e svilupparne le tecnologie. <br/><br/><strong>Non le sembra che in Italia ci sia un freno alla richiesta di sistemi energetici alternativi?</strong><br/> Effettivamente le cosiddette energie pulite non lo sono del tutto e sono ancora molto costose. Perché si deve mettere in conto la spesa energetica per la loro costruzione e lo smaltimento degli impianti desueti. Come il costo dell&#8217;eliminazione dei metalli contenuti nei pannelli solari. Tuttavia, più si procede nella tecnologia, più queste spese si riducono. <br/><br/><strong>In questo periodo si sente spesso parlare della teoria della decrescita. Ma non si chiede troppo alla gente? Troppe rinunce nei loro standard di vita?</strong><br/>Il biologo e matematico americano <em>Joel Cohen</em> nel suo libro si chiedeva Quante persone possono vivere sulla terra?. Per me non è questione di quante ma di come possono vivere in modo dignitoso con standard minimi esistenziali. Non si tratta di rinunciare a qualcosa ma di non sprecare le risorse che abbiamo. Quindi di trovare un equilibrio nella quantità e uno sviluppo della qualità delle risorse energetiche per esempio. Noi possiamo vivere allo stesso modo, senza rinunce, modificando le nostre scelte. Per esempio, coibentando bene il tetto di una casa manteniamo un buon riscaldamento e ottimizziamo i consumi di petrolio per la caldaia. In questo campo gli architetti e gli ingegneri hanno potenzialità infinite di progettazione. <br/><br/><strong>Elisabetta Carli</strong><br/><em>Milano, 22 dicembre 2009</em><br/>HOUSE, LIVING AND BUSINESS<br/><br/>
<div id="titoletto_interno"><span style="color: #ff2400;">BIOGRAFIA</span> </div>
<p> Nasce a Bologna il 28 novembre 1953. <br/>Esperto di  biologia evoluzionistica e filosofia ambientale all&#8217;ENEA di Bologna, dipartimento ACS dove ricopre il ruolo di ricercatore in filosofia ambientale. <br/><strong>1977</strong> &#8211; vince concorso pubblico nazionale, assunto al CNEN <br/> <strong>1980</strong> prima come tesista, come tirocinante e poi come ricercatore in ENEA conduce studi sperimentali sugli effetti sanitari da incidenti ai sistemi di raffreddamento nelle centrali nucleari.<br/><strong>1983</strong> – Laurea con lode in Scienze Biologiche all’Università di Bologna <br/><strong>1986</strong> &#8211; Dopo Chernobyl (25 aprile 1986) conduce esperimenti sugli effetti della radio-contaminazione della specie bovina dalla madre al feto.<br/><strong>1987</strong> &#8211; Dopo il referendum sul nucleare (8 novembre 1987) i suoi interessi si spostano agli inquinanti ambientali <br/><strong>1990</strong> &#8211; vincitore di concorso pubblico nazionale, progetta e mette a punto sistemi in vitro per studiare gli effetti tossici degli inquinanti ambientali.<br/> <strong>1998</strong> partecipa al progetto ENEA-Ministero dell&#8217;Ambiente sull&#8217;Applicazione Pilota di Sistemi di Gestione Ambientale in aree protette <br/><strong>2001</strong> ha aperto il sito <a href="http://www.filosofia-ambientale.it "  target="blank">filosofia-ambientale.it </a> che raccoglie il contributo di numerosi studiosi ed è luogo di vivo dibattito <br/> Attualmente è tutor di dottorato di ricerca in filosofia ambientale presso l&#8217;Università di Bologna (CIRSFID). <br/> &Egrave; esponente della Giuria Tecnica della prima edizione del concorso nazionale Ecohousing Art. <br/>Visita la sua <a href="http://www.ecohousing-art.it/piergiacomo-pagano/" target="blank">pagina personale </a>sul nostro sito.<br/> <br/>
<div id="titoletto_interno"><span style="color: #ff2400;">BIBLIOGRAFIA</span> </div>
<p> Pagano P., &#8220;Filosofia ambientale&#8221;, Mattioli Editore, 2002, ristampato nel 2005<br/> Pagano P., &#8220;Alla ricerca dell&#8217;uomo: saggi sull&#8217;uomo e sull&#8217;ambiente&#8221;, Alberto Perdisa Editore, 2005. 3° classificato al Premio Letterario Nazionale Parco Majella 2006 <br/>Scrivi a <a href="mailto:piergiacomo.pagano@enea.it">piergiacomo.pagano@enea.it</a> <br/><br/></p>
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		<title>Paul Hawken aderisce a Ecohousing Art</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 13:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[EcoPensiero]]></category>
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		<category><![CDATA[Wiser Earth]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><br/><img align="left" "style="border: 0pt none; margin-right:25px;" title="paul_hawken" src="http://www.ecohousing-art.it/wp-content/uploads/2009/12/paul_hawken.jpg" alt="" width="190" height="190" /> Abbiamo interpellato il fondatore di &#8220;Natural Capital Institute&#8221; Sausalito &#8211; California (USA) e della piattaforma <a href="http://www.wiserearth.org">Wiser Earth</a> la community (social network) per un mondo sostenibile, per presentargli il nostro progetto <em>&#8220;Ecohousing Art, opere e progetti per abitare gli spazi&#8221;</em> 1a Edizione del Concorso nazionale per artisti, designer, architetti e ingegneri. Oggi 15 dicembre 2009, ci ha risposto.<br/><br/>Fantastico è una splendida idea, aderisco con piacere. <em>&#8220;Architecture, design and art are everything when they come to solving these problems. I once wrote that &#8220;we do not have an economic problem or an ecological problem, we have a design problem. It is more true than ever&#8221;.</em><br/><br/>Paul Hawken è ecologista, imprenditore e giornalista. Dall’età di vent’anni ha dedicato la sua vita alla sostenibilità e a cambiare il rapporto tra business e ambiente. È autore di numerose pubblicazioni in cui si analizzano le prospettive di un’economia che fonda il modo di operare sulla consapevolezza ecologica.<br/><br/><strong>Le città centro dello sviluppo umano</strong> “Le multinazionali hanno troppo potere, ma l’impresa privata manterra’ comunque un ruolo importante. I governi centrali sono inefficienti, ma ci sarà sempre bisogno di governo. Oggi non ci sono più compartimenti stagni e le imprese ed i governi lavorano sempre piu’ spesso a fianco di movimenti non governativi no profit per risolvere i problemi pratici delle comunità e dell’ambiente. Stiamo assistendo ad una fusione e sistemizzazione di intelligenze provenienti da comparti diversi. I governi locali si stanno rivolgendo sempre piu’ alle persone che hanno intelligenze, capitale umano ed esperienze in grado di trasformare le città in cui viviamo. Le città sono state il centro nevralgico dello sviluppo umano e lo saranno anche nel prossimo secolo. Gli uomini sanno intuitivamente ed istintivamente che bisogna trasferirsi e far prosperare le città perché è li che l’uomo fa avanzare il progresso ed è lì che l’uomo ha un impatto meno traumatico sull’ambiente. Oggi c’è uno straordinario movimento per reinventare le città in modo tale che siano luoghi dove sempre più fiorisca l’ingegno ed il progresso. Questo rinnovamento è ancoda più importante alla luce del difficile momento di transizione in cui stiamo vivendo.<br/><br/> &Egrave; uscito a luglio lo straordinario libro di Paul Hawken, il titolo italiano è &#8220;Moltitudine inarrestabile&#8221;. Come è nato il più grande movimento al mondo e perchè nessuno se ne è accorto. Il titolo originale in inglese è <em>Blessed unrest</em> che significa <em>Benedetta irrequietezza</em>. C&#8217;è qualcosa di straordinario che unisce ai quattro angoli della terra una miriade di movimenti ed associazioni attivi ognuno su temi specifici. Un testo di grande valore per la cultura ecologista.</p>
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